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FC Barcelona – Athletic Club, in diretta online

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Prima vittoria su di lui Atletico in questa stagione e prima serie di tre vittorie consecutive, con quattro gol in ciascuna. Il terzo posto è già sotto tiro, a un certo punto, e con una partita in meno rispetto a quelle giocate dal Betis. Questi i segnali della ripresa del Barça. Prima è successo sull’erba, con il gioco, poi, grazie a quel miglioramento calcistico, i risultati sono stati fissati.

Ter Stegen ha concluso il turno notturno mantenendo il gol a zero.

L’atmosfera si avvicina alla festa al punto che Dembelé è stato cantato. Certo, perché ha segnato un gol. Rallegrato, il francese se n’è andato, proprio come Luuk de Jong e la ricomparsa Menfi, che ha mandato in frantumi un Athletic apparso con i sostituti. Ter Stegen ha concluso il turno notturno mantenendo il gol a zero.

Fino ad allora il Barça ha dovuto gestire la vittoria minima con il gol segnato Aubameyang (la quarta su quattro partenze) ma, a differenza di altre occasioni, di cui si hanno numerosi esempi anche al Camp Nou, la squadra non ha vissuto angoscia o nervosismo, temendo che il cielo gli cadesse addosso mentre preoccupava Asterix in uno dei suoi fumetti. L’undici Barça ha esercitato il controllo assoluto, senza reprimere del tutto i tentativi dell’Athletic arrivato, che sì, forzatissimo.

La terza vittoria consecutiva (e la prima in campionato sull’Athletic) arriva con quattro gol, come tutti

Condizione di apertura

Hubo un altro pestaggioma non dovresti chiedere feste alla squadra quando quattro giorni fa, appena un mese fa, stava pregando per le sue condizioni malconce. Appena rientrato da San Mamés, eliminato dalla Coppa e perso la Supercoppa contro il Real Madrid. La mano di Xavi è stata notata quasi dall’inizio del suo atterraggio, così come l’odore di Aubameyang, gli ultimi nove (dopo Memphis, Braithwaite, Luuk, Agüero, Ansu, Jutglà e Ferran) che ha attaccato l’area aliena. La sua influenza sul suo ruolo di calciatore terminale è cruciale per l’efficacia che sta esibendo.

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Il Barça non ha approfittato del suo status di apertura a causa del trattamento che Marcelino gli ha riservato durante la formazione. L’Athletic ha favorito la semifinale di Coppa di mercoledì a Valencia. Il suo allenatore si è seduto Iaki Williams, il detentore del record in partite consecutive di campionato. Ma ha anche fatto sedere Muniain, Dani Garcia, Sancet, De Marcos e Iñigo. Tale fu la rivoluzione a Bilbao che iniziò persino il trombettista Villalibre.

Senza avere il meglio, motivo per cui sono titolari, l’Athletic si è affidato alla sua grande organizzazione. L’ordine posizionale caratterizza le squadre di Marcellino. I rojiblancos hanno cercato di chiudere gli spazi interni in modo che il Barça potesse portare la palla sulle fasce. L’assenza della sanzionata Alba è stata sensibile nella fluidità offensiva.

C’erano così tanti sostituti negli undici dell’Atletico che anche il trombettista Villalibre ha iniziato.

Il primo fallo

Ha esercitato abbastanza del fianco sinistro e la sua mancanza di abitudine (e la sua condizione di destrorso) è stata notata dal Barça come responsabile della perdita di pericolo sul fianco sinistro. Il sostituto era ben compreso Pedri e Ferran senza mai raggiungere la linea di fondo o lanciare un centro avvelenato. In ogni caso per l’Athletic la frequenza ai centri non è un problema.

Un infortunio di Raul Garcia ha permesso a Xavi di preparare un primo conclave nella fascia per correggere posizioni e movimenti. Adama ha corso in una gara di slalom attraverso il centro traboccante rivali (come ha fatto Messi) ma Ferran le presenze non sono terminate. Al secondo tentativo è finito a terra. Come usavano per sparare al DISORDINE quando potevano. Al terzo, Balenziaga lo afferrò per il collo. Quello è stato il primo fallo dell’Athletic ed è arrivato al minuto 35. Maledetto fallo, devono aver pensato. Il tiro finisce in angolo che porta Piqué sulla traversa e rivetta Aubameyang con Unai Simón spostato.

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Stadio infuocato

Xavi aveva praticato meno, se non nessuna, rotazioni dopo il suo placido ritorno dal Napoli. Sollevato bianco poro Alvesche ricomparve dalla sua punizione di lega, entrò solo Gavi di Frenkie de Jong. Gavi è stato il fattore distorsivo a sbilanciare dentro l’Atletico, soprattutto nella ripresa, quando lui e Pedri hanno trovato più spazio perché sapevano crearli anche con la loro mobilità.

Prima di ciò Nico Williams, che non è titolare, potrebbe ferire Alves con la sua velocità, Dembélé ha chiuso la partita e ha aperto la festa di un Camp Nou infuocato, ponendo fine all’incubo.

SCHEDA TECNICA

Barcellona: Ter Stegen (6); Alves (7), Araujo (6), Piqué (6), Dest (7); Gavi (7), Busquets (6), Pedri (7); Adama (6), Aubameyang (7), Ferran (5).

Tecnico: Xavi Hernández (8).

I cambiamenti: F. de Jong (7) di Gavi (m. 65); Dembélé (8) di Ferran (m. 65); Menfi (7) di Adama (morto nell’81); L. de Jong (sc) di Aubameyang (morto 85); Nico (sc) di Busquets (m. 85).

Atletico: Unai Simón (4); Lekue (6), Vivian (6), Yeray (5); Balenziaga (4), Zarraga (5), Vencedor (4), Vesga (4), Serrano (5); R. Garcia (4); Villalibre (4).

Tecnico: Marcelino Garcia (3).

I cambiamenti: Iñigo (4) di Yeray (m. 46); Sancet (5) di (R. García m. 46); N. Williams (5) di Zarraga (m. 66); D. García (4) por Vesga (m. 66); I. Williams (sc) per Villalibre (morto 77). Ter Stegen

Obiettivi: 1-0 (m. 36), Aubameyang raccoglie un tiro di Piqué sulla traversa e segna con Unai Simón spiazzato. 2-0 (m. 73), Dembélé lancia un sinistro a lato della piazza del primo palo. 3-0 (m. 90), Luuk de Jong pettina un cross di Dembélé. 4-0 (m. 93) Memphis chiude un altro cross di Dembélé

Arbitro: Cuadra Fernández (7), Baleari.

Carte: Busquets (m. 48), Balenziaga (m. 53), Piqué (m. 70).

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Stadio: Nuovo campo.

Spettatori: 69.770.

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