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Il Barça ha battuto l’Atlético in Supercoppa femminile e completa la sua vetrina

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Campioni di tutto. Lui Barça femminile ha vinto questa domenica il Supercoppa spagnola a Las Rozas avvolgendo il Atletico Madrid in un finale risolto in mezz’ora (7-0). Il Barça ha detronizzato il materasso con un’altra esibizione comandata questa volta da Caroline Graham Hansen (tripletta ‘più due assist) che gli permette di vantarsi di essere il campione in carica in tutte le competizioni possibili: Coppa, Lega, Champions e Supercoppa. Non puoi chiedere di più.

La paura di una partita tirata come la semifinale contro il Real Madrid, risolta con un gol di Alexia Putellas nei minuti di recupero, si è presto dissipata nel finale. Norvegia Ingrid Syrstad Ing ha portato il Barça in vantaggio al 16 ‘e mezz’ora di gioco Caroline Graham Hansen aveva già risolto la finale con altri due gol, suggellandola primo titolo Barça del 2022 e il primo per Jonathan Giraldez come capo allenatore. Un avvio strepitoso del secondo tempo ha completato la disfatta che ha regalato al Barça la seconda Supercoppa in cinque edizioni.

Emotivo ritorno da Torrecilla

La finale ha portato un’altra grande gioia a tutto il mondo del calcio: il ricomparsa di Virginia Torrecilla dopo aver superato a tumore al cervello. Il giocatore dell’Atlético indossava quasi due anni senza giocare, anche se l’anno scorso il capitano rojiblanca Amanda Sampedro lo aveva invitato a sollevare con lei la Supercoppa vinta ad Almería contro il Levante (dopo aver eliminato il Barça ai rigori in semifinale).

Questa volta Torrecilla non ha alzato alcun trofeo, ma sentirsi di nuovo un giocatore è stato sicuramente un premio ancora più grande. I giocatori del Barça l’hanno tenuta prima che Alexia vincesse il suo primo titolo da capitano del Barça.

Ma per quanto riguarda il gioco, l’Atlético non ha avuto scelta. Ogni speranza era di sopportare lo 0-0 e basta Ludmilla un Deyna Castellanos hanno sparato un contrattacco, ma non di un solo colpo. La quantità di Engen ha mandato in frantumi i piani di Oscar Fernández. Lindahl Ha fermato un colpo di testa svedese Fridolina Rolfo, ma il norvegese è stato il più veloce ad approfittare della bocciatura della traversa (1-0, m. 16).

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Fondo dell’armadio

Ritornare in questo Barça è una missione quasi impossibile, soprattutto se Engen, nuovo titolare, ha ispirato la sua giornata e blocca ogni tentativo di ripartenza. E le poche volte in cui l’Atlético è riuscito a filtrare un passaggio ai propri attaccanti, ne è apparso uno Jana Fernández imperiale per correggere. Un’esibizione dello sfondo dell’armadio del Barça, di cui non si è accorto basso di parti importanti come Aitana Bonmatí, Mariona Caldentey, Bruna Vilamala, Ana-Maria Crnogorčević e María León, che ha giocato gli ultimi minuti dopo due mesi di infortunio.

Il Barça ha iniziato il tiro e la palla ha iniziato a circolare a velocità maggiore. Fallo sul davanti a Alexia Putellas (che ha giocato con problemi al ginocchio) Hansen lo lanciò magistralmente per segnare il secondo per la piazza (2-0, m. 24). Il norvegese ha poi segnato ancora assistito da Rolfö dopo una grande azione di Padre Guijarro, lasciando lo scontro quasi risolto (3-0, m. 27). L’Atlético ha variato il proprio schema per giocare con tre difensori centrali e due corsie, il che ha permesso loro di allungarsi un po’ prima dell’intervallo e accarezzare la porta in un tiro di Menayo che lecca la traversa.

L’Atletico non si sognava nemmeno di alzare il punteggio, ma se qualcuno lo faceva si svegliava presto. Basta iniziare il secondo tempo, Alexia era la più intelligente della classe Hansen ha subito calciato una punizione sul 3-0 (4-0, 47) di Rolfö. E appena fuori dal centro, l’Atletico si inserisce quinto dopo uno centro di Torrejón guidato da Hansen (5-0, m. 50), che ha portato a termine la sua ‘tripletta’ e forse si è vendicato dopo aver avuto meno risalto di quello che meritava nei premi individuali (Pallone d’Oro e The Best) meritatamente vinti dalla compagna di squadra Alexia.

La mancanza di pubblico, la talpa

Il Barça ha avuto clemenza dalla rivale e ha abbassato un po’ il pistone, a cui ha contribuito anche la giostra di cambi di entrambe le squadre. Doveva passare un’ora Sandra Paños fare la sua prima tappa in finale. Il portiere era fino ad allora un altro dei poche migliaia di spettatori a Las Rozas, senza dubbio la grande talpa del torneo, la cui sede non era nota fino a una settimana prima della controversia.

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L’Atletico aveva due buone occasioni battere il portiere del Barça e segnare il gol d’onore, ma prima Ludmilla non ha colpito un corpo a corpo e poi Amanda C’è stato un problema con la palla nella piccola area. Marte Il sesto passaggio di Hansen (6-0, m. 84) sulla panchina del Barça abbraccia Virginia Torrecilla, che stava per entrare in campo per giocare gli ultimi minuti e guardare da vicino il settimo gol. Martens (7-0, m. 90). Il suo ritorno è stata l’unica buona notizia per l’Atletico, nettamente inferiore al Barça.

Barcellona, ​​7 – Atletico, 0

Barca: panni; Torrejon, Paredes, Jana, Rolfö; Guijarro, Engen, Alessia; Hansen, Hermoso, Martens. Allenatore: Jonathan Giraldez. I cambiamenti: Preyra per Jana (morto 64), Leila per Alexia (morto 64), Oshoala per Rolfö (morto 64); Engen di Serrano (m. 75), Mapi León di Paredes (m. 75).

Atletico: Lindahl; Aleixandri, Tounkara, Van Dongen, Menayo; Shei, Santos, Maitane, Messeguer; Ludmila, Deyna. Allenatore: Oscar Fernández. Amanda per Santos (morto 58); Barbara di Menayo (m. 58), Ajibade di Ludmila (m. 71); Banini di Deyna (m. 71), Torrecilla di Messeguer (m. 85).

Obiettivi: 1-0 (m. 16), Engen, dopo un rifiuto; 2-0 (m. 24), Hansen, fallo diretto; 3-0 (m. 27), Hansen, il passo Rolfö; 4-0 (m. 47), Rolfo, il pass di Hansen; 5-0 (m. 50), Hansen dirige un centro di Torrejón; 6-0 (m. 84), Marte, il pass di Hansen; 7-0 (m. 90), Marte approfitta di un pallone morto in area.

Stadio: Città di Las Rozas Calcio (1.123 spettatori).

Arbitro: Marta Huerta de Aza, di Tenerife. Avvertì Maitane (m. 23) ed Hermoso (m. 77).

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