Home Sport Il boia dell’Eintracht del Betis incrocia il Barça in Europa League

Il boia dell’Eintracht del Betis incrocia il Barça in Europa League

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Ha eliminato il Betis quando il tempo scorreva ai rigori (20 secondi su 120 minuti) ed è scivolato tra i primi otto di Europa League, convinto di poter rilanciare un vecchio successo, anche se si è imbattuto in Barça in arrivo, il peggior nemico possibile.

Quel successo è così vecchio che più di quattro decenni fa l’Eintracht Frankfurt vinse la Coppa UEFA. È successo nel 1980. Uno dei momenti iconici di un club che ha avuto l’onore di partecipare alla nascita della Bundesliga nel 1963.

Nella tranquilla zona della Bundesliga

È stata una delle 16 squadre che hanno creato quel campionato dove ora viaggia attraverso un’area anonima, occupando la nona posizione in classifica. Lontano dall’élite che incarna il Bayern e anche lontano dal Dortmund, l’altra via del potere, l’Eintracht si è anche allontanato dall’emergente calcio tedesco che incarna il Lipsia.

È un club di lunga tradizione (è stato fondato nel 1899), che ha uno degli hobby più fedeli del Paese, nonostante il tempo stia consumando i suoi migliori successi, sintetizzati in un ex campionato tedesco (1959), cinque Coppe (quattro negli anni ’70 e l’ultima nella stagione 2017-18 dopo aver battuto in finale 1-3 il Bayern), in grado di mobilitare 5.000 tifosi in trasferta da Francoforte al seguito delle ‘Aquile’, come è noto per l’attrezzatura.

Lontano dall’élite della Bundesliga (è a 23 punti dal Bayern Monaco) e cammina tranquillo perché guarda con calma alla zona oscura della classifica perché l’Eintracht è a 14 punti dallo Stoccarda, la squadra che segna la linea rossa della retrocessione.

Gioca a Eintracht con Kevin Trapp nella meta. Il portiere che ha segnato i sei gol del Barça nella famosa rimonta del Bayern Monaco. Tornerà allo stadio il 14 aprile dove ha ricevuto la più grande umiliazione sportiva che avrebbe mai potuto immaginare.

Sistema con tre centrali

Allora è stato Luis Enrico in panchina, con il tridente Messi-Neymar-Suarez pilotare un fronte da sogno. “L’Eintracht gioca molto bene nel calcio, come abbiamo visto, ha appena eliminato il Betis, che gioca una buona partita”, ha detto. Rafa Yuste, La vicepresidente sportiva del Barça, Mónica Marchante a Vamos de Movistar di Nyón, pochi minuti dopo il pareggio in cui la squadrae Xavi guarda come due dei grandi candidati (Lipsia e Atalanta) si stanno combattendo nell’altro percorso verso i quarti di finale.

L’Eintracht è una squadra abituata a giocare sul 3-5-2, con tre difensori centrali (il brasiliano Tutal’austriaco Hinteregger e francese N’Dicka) proteggendo Trapp con due lati lunghi (il tedesco Knauff e serbo kOSTun mancino velenoso) per occupare le bande su un computer progettato per quello Rafael Borrel’attaccante colombiano (26 anni), che ha volato nel Villarreal senza lasciare traccia (17 partite, 2 gol) pone fine a tutta la produzione offensiva generata dal piano dell’austriaco Oliver Glasnerl’allenatore a cui è capitato la scorsa estate Adi Hütterpartito per il Borussia Mönchengladbach.

L’Eintracht sopravvive in agonia quando all’ultimo sospiro dei supplementari scalza il Betis che già giocava ai calci di rigore grazie a un gol di Borja Iglesias. E la speranza andalusa è stata schiacciata nel modo più crudele quando nell’ultima azione del supplementare è stato lanciato un fallo laterale dalla parte sinistra dell’attacco tedesco.

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Un fallo lontano che ha messo a tacere il Betis perché Rui Silva, il suo portiere, uscito in maniera pazzesca e senza alcun controllo, concedendosi lo strano tiro nell’autogol di Guido Rodríguez. “Al 119′, ho pensato che Kevin Trapp avrebbe potuto avere l’idea migliore quando si preparava per i rigori. Quello che è successo allora è stato pazzesco”, ha ricordato Glasner.

“Quando abbiamo segnato il gol dell’ultimo minuto, sembrava che l’intero stadio stesse per correre in campo”, ha aggiunto l’allenatore dell’Eintracht. E quel gol li porterà ad affrontare il Barça, prima in casa; poi al Camp Nou. Lo stadio che Trapp non vorrebbe visitare.

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