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Il treno Adama torna in prestito al Barça

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Ha lasciato il Barça quasi sette anni fa e ora è tornato in prestito fino a giugno. Torna al Camp Nou Adama Traoré, prodotto della cava del Barça che ha viaggiato in vari club inglesi (Aston Villa, Middlesbrough e Wolverhampton). Sarà il terzo acquisto dell’inverno a rigenerare la squadra indebolita di Xavi dopo l’arrivo di Dani Alves e Ferran Torres.

Ha bisogno di incoraggiamento, soprattutto in fase offensiva, visto il grave infortunio di Ansu Fati (starà fuori per almeno due mesi) e il conflitto irrisolto con Dembelé, che il club continua a sollecitare a lasciare prima di lunedì 31 gennaio, quando scade il mercato invernale. “Sono tornato, colers! Non vedo l’ora di tornare a casa”, ha detto, annunciando il suo ritorno al Camp Nou.

Per annunciare il suo arrivo, il club ha utilizzato la formula del Paraulógic giocando con le lettere che formano il nome e il cognome della seconda estremità che Xavi riceve in questo mercato invernale, anche se l’attaccante che ha affermato Matteo tedesco, il direttore sportivo del club del Barça, e il terzino sinistro per gareggiare e, allo stesso tempo, dare riposo Giordi Alba.

A 26 anni (ha festeggiato il compleanno martedì scorso), Adama torna a casa inaspettatamente. Anche se si tratta della formula del trasferimento fino a fine stagione, comprensiva di un’opzione di acquisto facoltativa, di 30 milioni di euro, concordata con il Wolverhampton.

Presentazione mercoledì

Barca ha riferito che “si prende in carico la tessera del giocatore e ha un’opzione di acquisto gratuita”. Cioè, al momento arriverà per sei mesi. Adama deve essere vinto sul tappeto erboso. Sarà presentato mercoledì prossimo, 2 febbraio, al Camp Nou, ma senza udienza.

Metamorfosi fisica

Il giocatore, che ha debuttato in prima squadra nel novembre 2013 con Tata Martino da allenatore (allora aveva 17 anni e 302 giorni), ha subito una spettacolare metamorfosi fisica. Si tratta di un prodigio della natura, che non ha però finito di insediarsi definitivamente in Premier. aunque Antonio Conte, l’allenatore del Tottenham, voleva portarlo con sé quest’inverno, anche se è stato molto più sedotto nel vederlo varcare la soglia del Camp Nou.

Adama è un vecchio estremo, di quelli che galoppavano all’impazzata la fascia (di solito si muove meglio a destra che a sinistra), apparsa alla squadra spagnola di mano di Luis Enrico, dove è stato utilizzato come fattore esplosivo per sbloccare i partiti chiusi.

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Ora sarebbe tornato al Barcellona per dare Xavi Spagna con nuove risorse sotto attacco e allo stesso tempo Dembelé. Un’uscita che non si verifica quando il mercato esaurisce le sue ultime ore di vita quest’inverno.

Se il francese decidesse di lasciare il Camp Nou rilascerebbe il giusto libro paga in rosa in modo che il club possa provare a ingaggiare un altro attaccante perché l’arrivo di Adama Traoré, con uno stipendio basso, non incide in modo aggressivo sul fair play che il Barça deve rispettare con la Lega.

Morat, nonostante l’Atlético, titolare dei suoi diritti perché in prestito alla Juventus, non è favorevole a lasciarlo andare al Barça per evitare che il “caso Luis Suárez” si ripeta, ma al contrario. Un giocatore che ha regalato il Barça e ha aiutato in modo decisivo la squadra di Simeone a diventare campione del campionato. Ora, entrambi i club stanno lottando per entrare nella zona Champions. L’Atlético è dentro perché occupa la quarta posizione, anche se con un solo punto di vantaggio sul Barça. E domenica 6 febbraio (16:15), si incontreranno in un evento chiave al Camp Nou.

Il messaggio a Dembelé non può più essere più forte. Prima con le parole (“o il rinnovo o va cercata un’uscita urgente”, ha detto Xavi), poi con i fatti (esclusi contro Athletic e Alavés) e ora con gli acquistiFerran Torres e Adama Traoré) nella sua posizione preferita per costringerlo a trovare una destinazione prima di lunedì. E l’attaccante francese comincia a pensare che forse la cosa migliore sia portare avanti i piani che aveva pianificato in sei mesi.

Il fattore Jorge Mendes

Adama, nato a L’Hospitalet, aveva perso importanza al Wolverhampton, il club che lo aveva ingaggiato dal Middlesbrough nell’estate del 2018 investendo 20 milioni di euro, firmando poi il record. In queste prime sei della stagione, l’esterno ha giocato 23 partite e ha segnato un solo gol, firmato il 15 gennaio nella vittoria per 3-1 sul Southampton.

Ha quindi bisogno di fare un reclamo perché è stato un sostituto in quattro delle ultime cinque partite con i Wolves. Ha un contratto con il club inglese fino al 2023 e l’intervento del procuratore portoghese Jorge Mendes, che lo rappresenta, è decisivo per il suo ritorno a casa, rifiutando l’offerta del Tottenham, disposto a pagare per lui 18 milioni.

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Era precisamente Mende che è riuscito a convincere il Wolverhampton a pagare 32 milioni al Barça per Semedo (estate 2020) per poi subentrare nel trasferimento di Trinceo (estate 2021). Ora sta fornendo a Xavi il terzo capo invernale per ricostruire il suo precario Barça.

Il primo è stato Alves ed è arrivato gratis. Poi il Barça ha pagato 55 milioni di euro più 11 di variabili al Manchester City di Ferran Torres. E ora emerge la potente figura di Adama, anche a costo zero. Ma il tecnico chiede di più. E gli serve di più per costruire una squadra coesa ed equilibrata, capace di intimidire in attacco. Gli mancano un terzino sinistro e un terzino sinistro. Almeno.

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