Home Sport La sorpresa, e così via

La sorpresa, e così via

90
0

Ogni tanto qualcuno si fa ridicolo su un campo da calcio – o nei dintorni – e c’è chi si stupisce. Sono sorpreso che queste cose non accadano più spesso.

Da buoni esseri umani e per l’eterno orgoglio della nostra specie, facciamo la cosa stupida in modo rigoroso e costante. Ti parlerò, senza andare oltre, del parcheggio dove parcheggio l’auto. Lì capita che tutti i conducenti utilizzino la stessa ed unica rampa per entrare e uscire dal parcheggio, e per evitare incidenti hanno installato un semaforo all’inizio e un altro alla fine della rampa. La teoria non è molto complessa: premere la manopola, aprire la porta e attendere che la luce diventi verde. Se la spia di ingresso è verde, la spia di uscita rimane rossa e viceversa, evitando così crolli e urti.

Sembra facile, vero? Se la luce è verde, si passa. Se è rosso, aspetta. Livello prescolare: una regola di base che in teoria non dovrebbe portare a problemi tra adulti razionali, ma a quanto pare in pratica crea troppa confusione per alcune persone che salgono o scendono con il semaforo rosso, con il conseguente pasticcio. Pertanto, gli amministratori hanno posizionato accanto alla porta un cartello con immagini di semafori verdi e una serie di frasi che erano già supplichevoli più che ordini: ‘per favore, non salite finché il semaforo non sarà verde, per favore!!! ! ‘

Read:   questo è il calciatore della Barça Academy che sale all'FC Barcelona

Nota i cinque punti esclamativi. Stavo camminando e mi sono fermato a contare i punti esclamativi. Quanto deve essere seria la faccenda, quanta sofferenza e quanto dolore si è generata, quanto deve essere disperata una persona perbene per usare cinque punti esclamativi.

Ma non così. Quel primo segnale era certamente un provvedimento discreto e logico, ma non sufficientemente efficace perché a poco a poco stavano riempiendo il muro di accesso di nuove foto di semafori e di avvisi aggiuntivi, che mancano al Comune per tutelare il murale come bene culturale , perché è già un’opera d’arte concettuale. Oserei dire che il prossimo passo nel tentativo di rispettare la regola molto complicata del “diventare verde” sarà assumere giovani per distribuire volantini informativi sulla rampa. Suonerà quindi una campagna di sensibilizzazione nelle pensiline delle fermate degli autobus, ‘storie’ musicali su Instagram e centinaia di lettere nelle cassette della posta. Un altro giorno verrà a parlarci un esperto di segnalazione luminosa. Non escludo neppure una manifestazione del segno opposto, con striscioni che invitano alla “libertà” degli utenti. Da tutto questo ne usciremo senza dubbio migliori, rafforzati. Un problema del genere richiede uno sforzo collettivo e straordinario.

Read:   Jordi Cruyff chiede di "modernizzare" la rosa del Barça

Direi che a volte ci dimentichiamo che sulle etichette del detersivo c’è scritto “non ingerire”, che siamo così affidabili che ci informano molto gentilmente che ciò non viene fatto. E quando d’estate arriva il caldo, i servizi di emergenza insistono che cerchiamo ombra e acqua potabile, e che non facciamo sport al sole nelle ore di temperature estreme, cosa che non si fa neanche. Allo stesso modo, negli ingressi dei campi da calcio ci ricordano che non si lanciano oggetti in campo, che è male, che non si fa. Direi che il solo fatto che tali avvertimenti esistano ci spiega che l’essere umano è un soggetto affascinante.

Notizie correlate

Direi che la soluzione sembra facile, ma accadrà di nuovo, quella di essere un cretino. E la sorpresa tornerà, e così via.

Articolo precedenteQuim Salarich, il sogno olimpico di uno sciatore
Articolo successivoCon che tipo di uomo aveva una relazione il principe Andréj? Il documentario che scuote le fondamenta della monarchia britannica