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La Spagna accede ai quarti di finale della prima giornata dei Mondiali di Belgrado

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spagnolo Adel Meccaalprimatista europeo nei 3.000 metri indoor, ha sofferto negli ultimi metri prima di assicurarsi un quarto posto nella seconda serie (7.52.27) un posto nella finale della Mondiali di atletica leggera indoor che ha aperto questo venerdì nel Stark Arena di Belgrado.

Giornata positiva per la squadra spagnola, che è riuscita a piazzarsi in quattro delle finali che si giocheranno questo sabato pomeriggio. Alla classificazione di meccanico sono stati aggiunti quelli di Mariano García e Álvaro Arriba, nell’800, ed anche quella dell’ Marta Pereznel 1.500, mentre Maribel Perez caduto in semifinale dei 60 metri (7,20), Bruno Ortelano rimasto fuori in semifinale dei 400 (46.76) e Claudia Conte Si è classificata sesta nel pentathlon, un ottimo risultato nella prova in cui la belga Noor Vidts ha appeso l’oro. “Non me lo aspettavo affatto, è una grande sorpresa”, ha ammesso Contano orgoglioso.

Opzioni ferme nell’800

meccanico ha dovuto soffrire per ottenere il pass. È uscito dal gruppo, accanto al favorito, l’etiope Selemon Baregaea metà gara ha preso la scia dell’africano, che lo ha portato in vetta a sei giri dalla fine.

Mariano García e Álvaro de Arriba saranno in lotta per le medaglie nella finale degli 800 metri dopo aver risolto con grande autorità il complicato ostacolo della serie, che si è classificata solo ai due primi di ciascuna, senza replica.

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Dopo la sorpresa per l’assenza di uno dei grandi favoriti, gli inglesi Elliot Gillesnella seconda serie, Mariano Garcia è arrivato secondo con il miglior record mondiale dell’anno (1: 45.12) e ha preso il comando in una dimostrazione di controllo dal tiro di partenza al traguardo. Il murciano passa in vantaggio nel girone, supera i 400 in 54.90 e nella ripresa cambia ogni volta il belga Eliott Crestan Stavo cercando di superarlo. Nel rettilineo finale ha avuto più forza per aprire più spazi prima di vincere con il tempo di 1:48.32.

Il doppio di Marta Pérez

L’atleta di Soria Marta Perez ha raggiunto il primo traguardo della doppia sfida che si è segnata ai Mondiali Indoor di Belgrado qualificandosi per la finale dei 1.500 appena sette ore prima della finale diretta dei 3.000, in cui ha prevalso l’etiope Lelem Hailu (8.41.82) e in che ha concluso al sedicesimo posto (8.57.75).

Nella classifica di 1.500Marta si è sistemato al centro del gruppo, al ritmo stabilito dall’etiope Gudaf Tsegay, ea tre giri dalla fine si è piazzato terzo, ultimo posto nella classifica diretta. Quando Tsegay è uscito da solo in vantaggio, a 600 dalla fine, ne erano rimasti cinque per giocare gli altri due posti. Al suono della campana marzo era quinto, sofferente, ma non è sceso. Il suo quinto posto, con 4: 10.09, gli è bastato per entrare nella lotta per le medaglie nella gara di ritorno.

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Il disegno di legge sulla squalifica

Al suo ritorno in Spagna ai Mondiali, quattro anni dopo, Bruno Ortelanocampione di Spagna dei 400 metri in pista coperta, è stato eliminato in semifinale di questa distanza dopo essere arrivato quarto, correndo la sua serie dalla strada peggiore, la numero 1, con un punteggio di 46,76 secondi.

La mattina Bruno si era qualificato con parecchie difficoltà con un punteggio di 46.49 che gli dava uno dei due posti ai playoff ma lo condannava a correre le semifinali sulla corsia peggiore, quella con le curve più strette.

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Il sivigliano Maribel Perez, Detentore del record spagnolo dei 60 metri, ha accusato la squalifica – poi revocata – nella sua semifinale dei Mondiali indoor e ha ammesso di essere stato “pessimo” dopo l’incidente, che gli ha fatto perdere la concentrazione nella seconda uscita e lo ha portato “completamente fuori della carriera”.

La sua richiesta è stata accolta dai giudici, ma l’incidente ha dato i suoi frutti. “Ho detto loro che era la 8th Street (svedese Claudia Payton), e guarderanno lo schermo. E poi hai paura perché dici: “Come farò adesso?” “Sono stato completamente escluso dalla gara”, ha ribadito. Ho ascoltato gli spagnoli (dagli spalti) e alla fine sono uscito per loro. Continuavo a dire, guarda, guarda, beh, siamo tutti umani, tutti commettiamo errori, ma era chiaro”.

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