Home Sport LaLiga e Telefónica hanno firmato per tre anni, in attesa di espandersi...

LaLiga e Telefónica hanno firmato per tre anni, in attesa di espandersi a cinque

81
0

La Liga Pochi giorni fa ha firmato i due contratti per la commercializzazione dei suoi diritti audiovisivi per le prossime cinque stagioni, dal 23/2022 al 27/2026, entrambi compresi. Lo ha fatto nel rispetto dei termini previsti dal capitolato d’oneri, che prevedeva che la sottoscrizione dovesse avvenire, salvo giustificato prolungamento del concorso stesso, nei 20 giorni lavorativi successivi all’aggiudicazione definitiva, tenutasi il 13 dicembre.

Los erano due operatori chiamati in azienda Telefono e Dazn, vincitori dei lotti messi all’asta. Trasmetteranno cinque partite al giorno ciascuna, a condizione che le telecomunicazioni spagnole si riservino la trasmissione completa di tre delle 38 giornate di campionato. In totale, La Liga è stata garantita da questo premio per un totale di 990 milioni di euro a stagione, il contratto più redditizio nella storia della Calcio spagnolo.

La firma con Dazn è stata però risolta senza asterischi Telefónica ha avuto una difficoltà tanto che quella che entrambe le parti dovettero concordare su una soluzione provvisoria: la sua impossibilità, a priori, di acquistare diritti di emissione di eventi sportivi per un periodo superiore a tre anni. Pertanto, come ha appreso El Periódico de España, l’accordo firmato è solo per un’opzione triennale con opzione per altri due anni.

Limitazione

Questa limitazione è una eredità dell’acquisto di Canal Plus da parte di Telefónica nel 2015. La Commissione nazionale per i mercati e la concorrenza (CNMC) all’epoca autorizzò l’operazione, ma impose una serie di condizioni alle telecomunicazioni per limitare la sua posizione nel mercato della pay-TV, da cui ottenne una quota di maggioranza ampia.

In questo modo, Telefonica, in teoria, poteva fare offerte per i diritti della Liga solo per tre stagioni. Una circostanza che ha motivato la sfavorevole segnalazione della stessa CNMC alle condizioni del concorso promosso dall’organizzazione presieduta da Javier Tebas, che ha aperto le porte alle offerte per tre, quattro o cinque stagioni.

Read:   Alemany si reca in Marocco per incontrare l'agente di Dembélé

In assenza di tale rapporto vincolante, LaLiga ha ignorato la riserva formulata da CNMC e ha mantenuto intatte le condizioni dell’asta. Questo era, a priori, un problema per Telefónica, dato che le condizioni della competizione davano priorità alle offerte che coprivano un maggior numero di stagioni, poiché garantivano un reddito complessivo maggiore ai club.

Domanda alla CNMC

La reazione della società presieduta da José María Álvarez-Pallete, trovandosi in condizioni inferiori rispetto al resto degli offerenti, è stata presentare anche offerte per cinque stagioni e chiedere alla concorrenza di “revocare o modificare la risoluzione” che limita “la durata massima dei contratti per l’acquisizione di diritti sportivi”, ha detto alla National Securities Market Commission.

Telefónica sostiene che sono state le condizioni dell’asta a spingerlo a fare offerte per cinque stagioni invece di tre. Altrimenti, le telecomunicazioni spagnole sarebbero state poste in condizioni inferiori rispetto al resto degli interessati all’asta che mancava di questa limitazione, in un mercato molto diverso da quello del 2015 per la comparsa, tra gli altri, degli OTT (Dazn, Amazon Prime, Netflix…).

La richiesta alla CNMC è arrivata ancor prima che LaLiga le aggiudicasse due dei tre lotti in gara, per un importo di 520 milioni di euro a stagione, 2,6 miliardi in totale. Una circostanza di cui Tebe e il suo team erano pienamente consapevoli. Infatti, come riportato da questo quotidiano, LaLiga ha assicurato a Telefónica che il premio non sarebbe in alcun caso decaduto.

Opzione di estensione

Ma dal momento che la risoluzione della CNMC potrebbe richiedere mesi per arrivare, entrambe le parti hanno dovuto cercare una formula provvisoria. Così, come questo quotidiano ha potuto confermare attraverso fonti a conoscenza dell’accordo, Telefonica e LaLiga hanno firmato un contratto che copre solo le prossime tre stagioni (2022/23, 2023/24 e 2024/25).

Il contratto prevede però l’opzione di proroga per i prossimi due anni, clausola che si attiverà automaticamente se la CNMC accoglierà la richiesta di Telefonica di revocare il vincolo in vigore da sette anni.

Read:   Il Real Madrid prevale nella finale di Promises League contro il Barcellona

E se non lo fa? Lo scenario più probabile è che, in futuro, LaLiga metterà nuovamente all’asta i lotti per le stagioni 2025/26 e 2026/27. ora assegnato a Telefonica. Un’ipotetica gara alla quale, ovviamente, l’operatore spagnolo potrebbe riapplicare senza alcuna restrizione o limitazione.

Trattativa con Dazn

Mentre questa situazione è risolta, Telefónica e Dazn stanno già negoziando la possibilità di condividere i lotti acquisiti da ciascuno di loro dalla prossima stagione all’asta lo scorso dicembre. Uno scenario nuovo, visto che fino ad ora tutte le partite della competizione venivano trasmesse tramite Movistar+ (anche su Orange) come unico detentore dei diritti.

Entrambe le società godono di una buona intesa, frutto dell’accordo raggiunto nel gennaio 2021, con il quale i contenuti di Dazn (Eurolega, MotoGP, Premier League, Copa del Rey…) sono stati integrati in Movistar+ e Formula 1, di proprietà di Telefónica , sarà trasmessa anche attraverso l’OTT.

Notizie correlate

L’obiettivo di Telefónica è quello di poter trasmettere tutte le partite di ogni stagione attraverso Movistar +. La trattativa, secondo fonti di settore consultate da questo quotidiano, è aperta all’intesa reciproca e Dazn finisce anche per trasmettere attraverso la propria piattaforma gli incontri acquisiti dall’operatore spagnolo. Mancano più di sei mesi all’inizio della nuova stagione, quindi non c’è fretta per raggiungere un accordo.

Orange è anche interessata a continuare a trasmettere le partite della Liga, come ha fatto finora, e cercherà un accordo con entrambe le parti. Nel caso di Telefónica, ha l’obbligo legale di condividere quei diritti fino al 2023. Vodafone, invece, ha deciso già qualche anno fa di escludere il calcio dalla sua offerta televisiva, una strategia che non ha prospettive di cambiamento nel medio termine.

Articolo precedenteFinale degli Australian Open 2022: Programma e dove vedere il Natale – Medvedev in TV
Articolo successivoIl 21° Grande Slam di Natale arriva pieno di record