Home Technologia Legge sull’interoperabilità, un disegno di legge che vuole sbarazzarsi del fascicolo ferroviario

Legge sull’interoperabilità, un disegno di legge che vuole sbarazzarsi del fascicolo ferroviario

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La proposta legislativa ha il supporto del Ministero della Ricerca, dell’Innovazione e della Digitalizzazione (MCID) e dell’Autorità rumena per la digitalizzazione (ADR) e deve rientrare nei termini previsti dal Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (PNRR).

Il progetto di atto normativo avrà un forte impatto sull’efficienza dell’atto amministrativo all’interno della pubblica amministrazione centrale e locale, aumentando l’efficienza dell’interazione tra istituzioni pubbliche e autorità, con l’obiettivo finale della legge di fornire in modo efficiente i servizi pubblici. burocrazia, il tempo necessario per ottenere i documenti e allo stesso tempo aumentare la trasparenza.

Per i cittadini, l’effetto principale della Legge sullo scambio di dati tra i sistemi informativi e la creazione della piattaforma nazionale di interoperabilità è quello di snellire il processo di interazione con le istituzioni pubbliche. In altre parole, le persone fisiche non saranno più tenute a fornire alle istituzioni e alle autorità pubbliche prove della propria identità (es. documenti di stato civile, come certificati di nascita o di matrimonio), dei beni di loro proprietà (estratti da catasto per immobili, carte d’identità dell’auto, ecc.) o dati sulla situazione fiscale del contribuente esistente in ANAF.

Delle stesse agevolazioni beneficeranno anche le persone giuridiche, alle quali non sarà più richiesta – ad ogni rapporto con un ente pubblico – copia del certificato di iscrizione o dei certificati accertanti ottenuti presso l’Ufficio del Registro delle Imprese.

Attraverso la piattaforma di interoperabilità, questi dati potranno essere interrogati in tempo reale dai dipendenti pubblici, che si limiteranno a verificare l’identità del richiedente, senza richiedergli di presentare altri documenti giustificativi o accertativi, facendo praticamente scomparire il famoso fascicolo con rotaia. Lo stesso avverrà quando si accede ad un servizio pubblico esclusivamente online, avendo l’utente accesso a tutti i dati che le istituzioni pubbliche hanno su di lui o sui suoi beni, non dovendo più caricare ulteriori documenti o altre informazioni.

La legge sull’interoperabilità è uno dei progetti più importanti nel campo della digitalizzazione, è una vera riforma che rivoluzionerà il modo tradizionale di erogare i servizi pubblici. In sostanza, stiamo entrando in una nuova era in cui il ruolo della carta di supporto per la presentazione delle informazioni, la loro conservazione e trasporto è assunto da sistemi informatici, che archiviano le informazioni in database, le presentano sul dispositivoche utilizziamo, e il suo trasporto è effettuato proprio dalla piattaforma di interoperabilità, e non come cittadino, come prima. L’adozione di questa legge sarà un traguardo importante per la Romania se ci riferiamo alle pietre miliari assunte dal Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (PNRR), in merito alla semplificazione delle procedure e alla deburocratizzazione”. afferma Sabin Sărmaş, l’iniziatore del progetto legislativo.

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I dati forniti attraverso la piattaforma nazionale di interoperabilità avranno lo stesso valore giuridico dei dati contenuti nel documento fisicamente presentato contenente o confermando tali dati, il che contribuirà in modo significativo a ridurre i tempi di attesa per l’erogazione di qualsiasi servizio pubblico, sia che ci si riferisca a un municipio, presso la sede di un’amministrazione fiscale o presso l’Ispettorato territoriale del lavoro.

Un altro effetto importante della legge e dell’implementazione della piattaforma di interoperabilità è quello di aumentare la trasparenza dell’atto amministrativo, avendo tutti i cittadini la possibilità di vedere come sono stati consultati i propri dati e lo scopo per il quale sono state trattate determinate informazioni.

Per cominciare, i registri di base che saranno obbligatoriamente collegati alla piattaforma di interoperabilità sono il Sistema informatico nazionale per l’iscrizione delle persone, il Registro elettronico nazionale delle nomenclature stradali, il Sistema integrato catastale e catastale, il Registro imprese, il Registro nazionale integrato La banca dati sugli autoveicoli immatricolati, il Sistema nazionale di identificazione e registrazione degli animali, il Portale dei tribunali, il Portale del Ministro delle finanze che contiene le informazioni sui contribuenti.

Secondo la legge, entro un anno dalla messa in servizio della piattaforma di interoperabilità, le istituzioni pubbliche centrali e le autorità che dispongono di un registro di base sono obbligate a integrarsi con la piattaforma, il termine previsto per le istituzioni e le autorità pubbliche locali è di due anni dalla stessa data.

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La modernizzazione della pubblica amministrazione riducendo i tempi di comunicazione tra le istituzioni pubbliche, riducendo la burocrazia, i costi e gli sforzi coinvolti può essere realizzata solo gradualmente, introducendo soluzioni digitali integrate ed eliminando ambienti frammentati che creano barriere digitali. La comunicazione automatica tra le autorità e le istituzioni pubbliche determinerà nel tempo l’eliminazione della necessità della presenza fisica del cittadino allo sportello.Dichiarò anche Sabin Sărmaş.

I servizi pubblici nazionali saranno inoltre interconnessi all’interno dei confini dell’Unione Europea, contribuendo così alla corretta attuazione del mercato unico digitale a livello dell’UE. Questo atto normativo non avrà solo il ruolo di aumentare la qualità dei servizi pubblici in Romania, ma contribuirà anche ad eliminare la frammentazione digitale tra gli Stati membri dell’UE.

Il disegno di legge è stato redatto con il supporto dei membri del gruppo di lavoro “Laboratorio di diritto e tecnologia”, istituito su iniziativa del Presidente della Commissione per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione della Camera dei Deputati, nel dicembre 2021. Tale gruppo comprendeva rappresentanti delle seguenti strutture: Ministero della ricerca, dell’innovazione e della digitalizzazione, Autorità rumena per la digitalizzazione, Autorità nazionale per l’amministrazione e la regolamentazione delle comunicazioni, Direzione nazionale della sicurezza informatica, Scuola nazionale di studi politici e amministrativi a Bucarest, “Babeş-Bolyai ” Università di Cluj-Napoca, ” Alexandru Ioan Cuza ”di Iaşi, ASPEN Institute Romania, ANIS Software and Services Industry Employers Association, Concordia Employers’ Confederation, Transylvania IT Cluster, Foreign Investors Council, Tech Lounge, Coalition for the Development of Romania.

Il testo definitivo del disegno di legge può essere consultato qui, la relazione esplicativa qui e le proposte e i commenti possono essere inviati a cti@cdep.ro

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