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Luuk de Jong, il capo che risolve i problemi

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Tre attaccanti sono arrivati ​​al Barça nel mercato invernale, ma chi decide e risolve i problemi c’è ancora Luuk de Jongil pezzo più economico, ceduto dal Siviglia l’ultimo giorno di transazioni estive quando Griezmann stava tornando all’Atletico.

Vino Adamasbilanciato e sconvolgente nei loro primi due incontri, Ferran Torresancora sfigurato e di più quando ne gioca nove (tre tiri in porta contro Atletico ed Espanyol e tutti e tre a sinistra) e Aubameyangil fattore emergenziale a cui Xavi ha fatto ricorso negli ultimi minuti.

Nessuno, però, come Luuk, un centravanti a giornata. Uno specialista del gioco aereo, un ragazzo capace di firmare quattro gol in questo 2022. Gol che valgono un tesoro perché hanno regalato cinque punti e permanenza, anche nell’ultimo secondo in ‘zona Champions’.

11 tiri, 4 gol

Luuk de Jong non farti ingannare. Vive in zona appeso a un filo sperando di trasformare un buon centro in qualcosa. La sua efficacia media non inganna. 11 tiri in porta, quattro gol (36%), trasformati, quando nessuno se lo immaginava, nessuno tranne Koeman, ovviamente, in una soluzione molto più redditizia rispetto al resto dei suoi compagni di squadra.

Soluzione più conveniente e, ovviamente, più economica. E cinque di quei colpi sono colpi di testa, il prodotto più genuino dell’olandese, che cercava attrezzatura in questo mercato invernale (Cadice era nella lista delle destinazioni), ma alla fine è rimasto.

Buona fortuna a Xavi che è rimasto. Tutto è iniziato a Maiorca quando Mingueza, che faceva da esterno destro, centrava dalla fascia destra e Luuk, potente com’è in tali azioni, anticipato di testa sfruttando l’uscita difettosa di Reina. Gol, 0-1 e tre punti. Più o meno lo stesso a Granada. Cambia solo l’assistente (centra Alves) perché il colpo di testa sfiora il tracciato in area. 1-1, gol e un punto.

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Come il derby. Un altro nuovo amico dalla fascia destra (Adama ha trovato ricompensa per la sua caparbia volontà di influenzare) e un altro decisivo colpo di testa. Ultimo sospiro a Cornellà-El Prat, gol, 2-2 e altro punto. Così si è ripetuta la sequenza di Luuk de Jong in questo 2022, dove né il suo gol in Supercoppa al Madrid (questo con il piede) né quello che ha segnato il Levante (anche con il piede) quando Koeman era ancora l’allenatore .

Secondo più alto regista con Ansu

Si stanno facendo avanti al Camp Nou (erano in sei inizialmente in panchina contro l’Espanyol), ma per ora non c’è nessuno più influente, almeno in questo mese e mezzo, dell’olandese, trasformato nel secondo miglior marcatore di un Barça che, ovviamente, paga la sindrome del 1° anno senza Messi.

Memphis, con otto gol, è il primo di quella lista a includere fino a 18 giocatori. Ansu, che ha vissuto più a lungo in infermeria che in campo, ha segnato cinque gol, lo stesso dell’insultato Luuk.

Dembelé, autore di un solo gol, viene superato da Araujo (3), Coutinho (2), già ceduto a gennaio all’Aston Villa, Braithwaite (2), Piqué (2), Nico (2), Frenkie de Jong (2). ).

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In una squadra in via di ricostruzione permanente, dove trovare il gol non è un compito facile, la semplificazione con protagonista Luuk de Jong è una benedizione. Mentre discute lo stile e stabilisce i pilastri di una nuova era, si dirige verso tutto ciò che vola sopra l’area. Nel derby c’è stata, se sono ancora scettici, la prova di quella, a volte, necessaria semplicità.

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Erano passati solo 9 minuti dall’inizio della partita. Due tiri, un gol decisivo e tre tocchi di palla

È uscito all’88’ e si è dato il tempo di fare due tiri. Due colpi, ovviamente. Uno sopra la traversa, un altro che spezza la spinta di Diego López per mettere a tacere Cornellà-El Prat che si è visto, alla fine, festeggiare la vittoria sul Barça. Fino all’arrivo di Luuk, un professionista. Nove minuti, tre tocchi e il gol che lascia la squadra di Xavi in ​​zona Champions. Rivela la forza dei ‘nove’ diversi richiesti da Koeman e allo stesso tempo svela i problemi del Barça per avere un attacco solido e consistente.

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