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Luuk de Jong salva il Barça e distrugge De Tomás

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Centro da un’estremità al centravanti per andare a rete. Il calcio per tutta la vita serve ancora cento anni dopo. Nell’era delle tavolette, del metalinguaggio, degli analisti e delle statistiche, delle frecce e dei video, il fattore umano, il momento dell’ispirazione, il secondo dell’immaginazione, continua a decidere. Soprattutto, anche la tecnologia.

Il Barça ha fatto affidamento sul gol più veloce della campagna e poi si è precipitato.

Ecco com’era Luuk de Jong, il brutto anatroccolo del Barça, o uno di loro, ha segnato con un colpo di testa decisivo il gol che ha regalato al Barça il pareggio nei minuti di recupero, a un solo minuto dal finale. Il più alto della classe si è diretto verso l’ennesimo centro del volo Adama produttivo, tenace come nessun altro.

Vendetta annullata

Una bomba sganciata dall’olandese che ha segnato un enorme impatto su un Espanyol che si stava riprendendo dalla dolce rivincita che aveva cullato dall’andata del Camp Nou, quando ha meritato più vittorie, e ha buttato giù il Barça al quarto posto così orgoglioso di.

Luuk ha amareggiato anche la notte di gloria che era in attesa per lui Tomás, che stava per salutare l’erba come un torero, dopo aver segnato il gol della vittoria o ci credeva, o ci credevano tutti, che sarebbe rimasta chiusa per 15 lunghi anni senza che i pappagalli potessero prendere in giro i catalani.

Il più beep

Piqué e Melamed sono stati espulsi ai tempi supplementari, così come Morlanes in panchina.

Né saranno in grado di ridere così tanto Piqué, espulso in una picca di pardillo con Melamedfinendo entrambi con il rosso diretto. Hernández Hernández, fischiò con simile ferocia che il Barça centrale, non partecipò alla prima vittoria blanquiazul sotto la sua giurisdizione nonostante lo sforzo di farsi graziare distribuendo qua e là indulgenze.

Luuk ha segnato l’ultimo gol della stagione ed è servito solo a dare valore al gol più veloce della stagione, che ha permesso al Barça di aprire con calma un derby sempre chiassoso e teso. Keidi Nudo era il massimo esponente con gli attriti che aveva. La squadra del Barça si è adattata, cosa comprensibile, a gestire così presto quell’inaspettato vantaggio, forgiato in soli 76 secondi. Si è gettato sulla sbarra e poi se ne è pentito.

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Salita di Perica

Jordi Alba ha fatto un grande muro, però. Ma sì, erano in campo. De Tomás ha goduto di una libertà simile per battere Ter Stegen per il L’enorme puttana di Eric rompere la linea difensiva e non calcolare il volo delle caramelle che Darder aveva lanciato al suo partner.

L’arbitro voleva essere magnanimo dopo essere stato accusato di culé ma ha finito per regalare cartellini.

Il merito dell’Espanyol è stato di non aver cambiato il piano di gioco. Naturalmente ha anche assunto la situazione, con una vita davanti a sé per superare la disgrazia. Su ottima la pressione in mezzo al campo, costringendo numerose sconfitte al Barça che potrebbero essere il pilastro su cui costruire la vittoria che nessuno in rosa aveva gustato. Solo Xavi era sopravvissuto l’ultima vittoria perica (3-1) di cui si sono festeggiati i 15 anni lo scorso 13 gennaio.

Non ha avuto un attacco da allenatore nel suo secondo derby ora che li vive dalla fascia. Nella prima usava quel poco che aveva da scegliere. Nella seconda non ha scelto nulla di quanto aveva. Ha ripetuto il gruppo che tanto lo ha soddisfatto (lui e tutti i catalani) con l’atletico con il cambio minimo, forzato, di Dest di Alves. Differenza sensibile.

L’uno iperattivo e l’altro timido, solo Adama ha dato segni di vita sulla destra, ad eccezione della fugace carriera di Pedri. Dest stava aspettando la sua connazionale per metà olandese Vilhena. Non si davano fastidio a vicenda. Moreno si è trasferito a Puado per infastidirlo in uno dei tanti spostamenti di pezzi dei tecnici.

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Moreno ha riempito il centro campo di cinque uomini per contrastare il gioco del pass in visita e togliere il pericolo dall’area di Diego López, bombardato dalle fasce da Adama e Gavi, autore dell’1-2 invalidato dal VAR. Il più giovane si è comportato con ammirevole maturità di fronte agli attacchi di Aleix per averlo portato fuori dai giochi.

ARCHIVIO DELLA PARTE

Espanyol: Diego Lopez (8); Aleix (4), Sergi Gomez (6), Cabrera (6), Pedrosa (4); Nudo (5), Herrera (6); Puado (5), Darder (9), Vilhena (6); De Tomás (7).

Tecnici: Vicente Moreno (6).

I cambiamenti: Melamed (4) di Vilhena (m. 60); Morlanes (sc) di Bare (m. 60); Merida (5) di Morlanes (m. 69); Calero (sc) di Aleix (m. 89).

Barcellona: Ter Stegen (5); Dest (5), Araujo (6), Piqué (5), Alba (7); Pedri (6), Busquets (6), F. de Jong (5); Adama (8), Ferran (5), Gavi (7).

Tecnico: Xavi Hernández (6).

I cambiamenti: Eric (4) per Araujo (m. 46); Aubameyang (4) di F. de Jong (morto 61); Nico (6) di Gavi (m. 72); Dembélé (5) di Alba (m. 72); L. de Jong (8) di Pedri (m. 89).

Obiettivi: 0-1 (m. 2), Pedri arriva da dietro e va a caccia di un sorpasso oltre Alba; 1-1 (m. 39), Darder lancia un tiro parabolico; 2-1 (m. 64), De Tomás, solo contro Ter Stegen, dopo un passaggio di Darder. 2-2 (m. 96), L. de Jong dirige un centro di Adama.

Arbitro: Hernández Hernández (6), canarino.

Carte: Bare (m. 23), Vilhena (m. 60), Piqué (m. 74), Puado (m. 76), Eric (m. 78), Nico (m. 83), Melamed (m. 92).

Cartellini rossi: Melamed (m. 92), Piqué (m. 92), Morlanes (m. 92).

Stadio: Stadio RCD.

Spettatori: 25.049.

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