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Movistar inizia l’ultimo anno di Valverde

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Qualche anno doveva succedere. C’era una volta un ciclista che doveva essere scritto per dire che Alejandro Valverde era quasi eterno. “Sarà la mia ultima stagione. Compirò 42 anni e non avrebbe senso per me andare oltre”. È difficile da credere. È giunto il momento. Il ciclista murciano, campione del mondo 2018, festeggerà i 20 anni nel gruppo salutandosi. Ogni gara sarà un tributo. Sarà il suo ultimo Giro e il suo ultimo Tour. E sarà anche la stagione in cui il ciclista esce parcheggiato Tour, anche se per questo dovrai sempre aspettare fino all’ultimo minuto, perché Valverde, per le stagioni, per le oltre cento vittorie ottenute, lo sarà sempre Valverde.

Movistar è l’unica squadra spagnola nella massima categoria di ciclismo. È la squadra che è arrivata alla squadra di ciclismo 43 anni fa, quando ‘El Bala’ non era ancora nato. Dalla mano di José Miguel Echávarri, ora in pensione, nacque un insieme di denominazioni di origine navarrese, che ben presto si recò al Tour per competere con Angelo Arroyo e con un ragazzo di Segovia di nome Perico Delgado che diede alla squadra che allora si chiamava Reynolds il primo dei sette Tour realizzati da questo complesso storico. Poi è arrivata l’età dell’oro con le cinque vittorie di Miguel Induráin e quel Tour 2006 che è costato così tanto a Oscar Pereiro dopo la squalifica per doping di Floyd Landis.

La squadra di Telefónica è pronta a girare questo 2022 con la sua doppia denominazione maschio e femmina, dove corre il miglior ciclista di oggi, l’olandese Annemiek van Vleuten con il quale sperano di fare una doppietta nel girone italiano e francese. Perché quest’anno torna il Tour femminile, che si svolgerà a conclusione di quello maschile, in quello che l’organizzazione della Grande Boucle ha definito un Tour “di quattro settimane”.

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Appuntamento con il Volta

Ma ovunque corre, ad esempio alla Volta, il prossimo marzo, ogni chilometro, ogni tappa sarà come un omaggio al ciclista chiamato Valverde che non ha potuto dire addio come voleva ai tifosi a causa della brutale caduta subita alla Vuelta durante la tappa che è circolata sulle montagne di Alicante. “Volevo dire addio al pubblico (purché la pandemia dia la tregua attesa). Per questo ho continuato perché senza buoni sentimenti non ce l’avrei fatta. Voglio essere ricordato come una grande persona e un bravo atleta che ha sempre dato il massimo”. In un “tutto” che ha raccolto una vittoria alla Vuelta, podio al Tour e al Giro, vittorie a Liegi, alla Volta e, ovviamente, la Coppa del Mondo vinta a Innsbruck. “So che mi è piaciuto e so che mi è piaciuto”.

E ha ancora chilometri da percorrere e per continuare a spianare la strada a un Enric Mas di 27 anni che ha appena compiuto 27 anni e gli ha detto di essere un po’ più aggressivo se vuole vincere il Tour, con il permesso della Slovenia ( Tadej Pogacar, per ora, l’ha in calendario) e lotta tra i migliori del Tour se attacca in montagna e resiste nei 40 chilometri dell’ultima cronometro. “Sarò per la prima volta il primo leader di Movistar nel Tour dove so di dover migliorare ancora un punto in montagna e soprattutto a cronometro. Affronto l’anno con la voglia di fare un altro gradino del Tour” , gara che nel 2021 si è classificata al secondo posto dietro all’intrattabile Primoz Roglic.

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Sarà un Movistar 2020 che ha rafforzato le sue linee in tutti i suoi aspetti. Una squadra che ha raggiunto il colombiano e magnifico scalatore Ivan Sosa, che occupa il posto del licenziato Superman López. Una squadra azzurra che ha ingaggiato Álex Aranburu per vincere tappe, compreso il Tour, dove non si registrano vittorie parziali dal 2018. E ha già piovuto troppo. Una squadra che nell’aspetto tecnico sarà guidata da Patxi Vila dopo che la direzione del team ha deciso di rinunciare José Luis Arrieta e non proprio su richiesta del tecnico navarrese.

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Sarà un anno che cercheranno di marcare con il colore blu dopo un 2021 discreto ad eccezione della superba prestazione di Van Vleuten nella sezione femminile ma a cui sono mancate le vittorie maschili, al di là di quelle ottenute da Valverde e la regolarità di Mas in Tour e Vuelta. E sarà anche la stagione in cui Marco Soler non sarà più in Movistar dopo aver firmato per l’UEA of Pogacar.

Terza puntata de “Il giorno meno pensato”

Ci sarà una terza stagione su Netflix del documentario ‘El día menos pensado’ che ripercorre i movimenti del gruppo Movistar durante tutta la stagione, in questo caso l’anno 2021. Indubbiamente, l’episodio più atteso sarà quello che riprende il ritiro illogico di Miguel Ángel López, ora ad Astana, durante la penultima tappa della Vuelta, dopo essere decollato e aver perso il terzo posto assoluto. L’azione ha comportato l’allontanamento della squadra dopo aver già concordato il rinnovo.

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