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“Tutti i piloti sono contrari alla guerra, ovviamente”

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I piloti di MotoGP concordo nell’affermare che, in effetti, questo è il Coppa del Mondo che sembra più equamente abbinato negli ultimi anni. E lo dicono, non solo perché gli allenamenti preseason si sono conclusi con più di una dozzina di piloti nello stesso secondo o perché i meccanici, tutti, sono tremendamente accoppiati, ma perché la mescolanza di giovani valori con veterani e/o campioni esperti sulla griglia della categoria regina farà sì che, almeno al via, nelle prime cinque gare, ci sia la possibilità, si dice, che vinca qualcuno, cosa che sta succedendo negli ultimi anni, da quando Marc Marquez (Honda)grande dominatore dal 2013 al 2020, è rimasto gravemente ferito.

Grande uguaglianza

“La MotoGP è cambiata molto negli ultimi anni”, ha detto il nuovo campione Fabio Quartararo (Yamaha), presentato in anteprima in Qatar. Prima, a parte il dominio di Marc (Márquez), che è sempre stato il pilota di riferimento per tutti, c’erano solo tre o quattro moto di testa, mentre ora, con tante moto ufficiali e molto, molto, bene, la vittoria è più aperto che mai, non solo ai Mondiali, ma ad ogni Gran Premio. Il livello è molto alto e questo renderà le gare molto divertenti”.

“Lo spettacolo è più che garantito”, dice l’italiano ‘Pecco’ Meteo a Bagnaia, secondo classificato mondiale. “So che tutti dicono che la nostra Ducati è la moto migliore sulla griglia, ma posso solo dire che, in effetti, è la migliore per me, ma non perché è mia ma perché non ho provato le altre e, per tanto, sembra facile, dall’esterno, dire che la Ducati è la migliore. La verità è che non vince il titolo dal 2007, con Casey Stoner”. Certo, ‘Pecco’ ha dichiarato che quest’anno vincerà e che non sente pressioni da parte dei responsabili dello stabilimento di Borgo Panigale “tra l’altro perché sarebbe impossibile per i miei capi volere più di me vincere questo titolo, quindi sono io quello che mette più pressione”.

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Non in guerra

Marc Márquez, che nella sua ricomparsa ha catturato il 75% delle domande della prima conferenza stampa di questo Mondiale, ha spiegato ancora una volta che non si sente un favorito, ma vuole essere un candidato. “Penso anche di sì che siamo all’inizio di un bel Mondiale, ma come ogni anno bisogna aspettare, perché adesso sono 12 le moto vincitrici e, magari, dopo il quinto GP si vedono le cose un po’ più chiaro. Dobbiamo darci quel margine per correre per sapere se ci sono davvero tanti aspiranti al triangolo”.

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Mentre il ‘Diavolo’ riconosceva di amare vincere il titolo ed essere più popolare in Francia, mentre Maverick Viñales si sentiva come un bambino con le scarpe nuove a correre con la sua Aprilia a Losail, Márquez rispondeva, con grande serenità e solvibilità, la più complicata di tutte : cosa ne pensi della guerra che la Russia ha iniziato in Ucraina? “Il mio primo pensiero è mostrare la mia perplessità per tutto ciò che sta accadendo. Come arrivare a questo estremo. È chiaro che tutti i piloti dicono “no” alla guerra, ovviamente siamo tutti contro la guerra. Nessuno di noi capisce cosa sta succedendo e tutti parliamo per fermare questo, ma possiamo solo sostenere coloro che soffrono, ma questo non basta tra le altre ragioni perché coloro che devono cercare di fermare questa guerra sono persone che hanno più potere di noi”.

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Fede cieca in Pedro Acosta

Dei sei piloti presenti oggi alla conferenza stampa del Gran Premio del Qatar (Fabio Quartararo, ‘Pecco’ Bagnaia, Joan Mir, Marc Márquez, Brad Binde e Maverick Viñales)tre di loro, il ‘Diablo’, il secondo classificato e lo stesso campione di Cervera (Lleida) sono convinti che il giovanissimo pilota di Murcia Pedro Acosta, campione del mondo Moto3 di 17 anni lo scorso anno, ripeterà il titolo quest’anno al suo debutto in Moto2. “Come mai?” “E’ di più”, ha aggiunto Bagnaia, “penso che vincerà e farà il salto in MotoGP il prossimo anno”.

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