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Un passo indietro dal Barça contro il Galatasaray

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Il Galatasaray non ha subito gol in Europa (ha pareggiato 0-0 nelle trasferte di Marsiglia e Lazio e ha battuto 0-1 la Lokomotiv Mosca) e ancora imbattuto dopo aver attraversato il Camp Nou, vecchio cimitero dei visitatori. Il Barça è una squadra di Europa League e ha subito la stessa sorte di quelle. Era asciutto e senza segni. Il problema sarà se giovedì prossimo verrà eliminato a Istanbul, proprio come le prime vittime della squadra turca.

Il pareggio ha riportato il Barça nella stessa situazione del Napoli: dover affrontare un pareggio all’andata

Il passo indietro che significava il pareggio ha riportato il Barça nella stessa situazione del turno precedente, quando ha viaggiato al Napoli con l’1-1 all’andata. La battuta d’arresto di giocare in trasferta sarà la stessa del mese scorso. Da quella difficoltà è uscito cantando e rivitalizzato.

L’ultima trasferta del Galatasaray (2002-03) ha visto Xavi in ​​panchina, e c’era ancora l’Egarense, anche se non da sostituto ma da allenatore, a sfidare Domènec Torrent nelle rispettive e relativamente brevi carriere da primo. Salutando nella banda, Xavi si frugò nel cervello in cerca di idee. Non li ha trovati oltre a testare e inserire i giocatori, spostando i pezzi da un lato all’altro fino a quando non ha finito tra le braccia di Luuk de Jong per risolvere un ultimo attacco che allevierebbe quella che sarà ancora una volta una inquietante partenza per il continente.

Il Galatasaray non aveva subito gol in trasferta, ha difeso magnificamente e rimane imbattuto.

Riposo per gli anni Trenta

Le persone fighe che hanno presentato Xavi per rivitalizzare la squadra intendevano dare una notte di riposo agli anni Trenta che non potevano essere completati. All’età delle persone colpite (Piqué, Busquets e Aubameyang) È stato aggiunto che sono i più occupati in pochi minuti. Non c’è nessuno a dare il cambio ad Alba, e lui continua a correre intorno alla fascia fino a quando non scoppia, più orgoglioso che mai di godersi al centro di servizio il ruolo di capitano del Barça.

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Xavi è stato costretto a tagliare a metà l’intervallo, vista la situazione di stallo della squadra, in un macchinoso intervento chirurgico con tre sostituzioni all’intervallo: ha sbagliato l’avvio da dietro e ha recuperato Piqué; mancanza di fluidità in mezzo al campo e chiamò Busquets; lo straripamento davanti era scarso e si rivolse a Dembélé; manca il miracolo e si fida di Luuk de Jong.

Xavi ha cambiato metà squadra e ha dovuto fare appello ai veterani durante la pausa.

Nelle mani di Araujo

Fino ad allora, Il Barça ha costruito il gioco dell’Araujo perché è quello che voleva il Galatasaray, proprio come voleva Elche. Hanno lasciato libero l’uruguaiano per essere stato il meno fine al tocco, anche se ha già osato un po’ di più nell’avanzare trascinando la palla, ma senza costringerlo a saltare un avversario in modo che fosse un compagno libero o a sgattaiolare un passaggio interno avvelenato , così necessario ieri.

Non era solo colpa sua: a volte Nico gli copriva lo spazio, altre volte Ferran non era abbastanza chiaro per lui affrontare un centrocampista. Quando Araujo se ne è andato, Eric era quello con le due gambe, ma non è riuscito a finire la partita.

Frenkie de Jong, che ha tirato al palo, era il centrocampista prima della comparsa di Busquets.

Segnali per l’uomo

Frenkie de Jong è stato il marcatore prima della comparsa di Busquets, ma è stato annullato dall’ex valenciano Feghouli – ha salutato affettuosamente Jordi Alba, incontrandosi al Mestalla – che ha segnato l’uomo. Ha provato a trascinare il compagno per sfruttare quello spazio centrale ma non c’era nessuno libero: Nico e Pedri erano accompagnati anche dai due centrocampisti turchi. Pedri è stato quello che ha avuto più fantasia e più coraggio per affrontare le iniziative individuali. Per questo è rimasto in campo. Ha lo status di indispensabile oggi.

Solo da quella prospettiva, dall’immaginazione, l’ordine del Galatasaray. Adama lo ha ripetutamente dimostrato nelle continue sfide a Van Aanholt. Non appena l’olandese lo ha indirizzato verso l’interno, negandogli il suo dribbling preferito verso l’esterno, Adama ha esaurito le risorse e l’attacco si è bloccato.

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Non un attaccante di successo

Era una cosa seria, perché non c’erano notizie degli altri attaccanti, Ferran annegato al centro e del piccolo artigiano Memphis, autore però degli unici due tiri del Barça nel primo tempo. Ferran ha iniziato al centro e Memphis nella band, la posizione fu scambiata e l’atonia persistette. Aubameyang doveva entrare. Con Dembélé è aumentato il fattore dell’imprevedibilità, una sorta di lotteria che ieri sera non ha nemmeno rimborsato.

Nessuno ha turbato la straordinaria serenità della difesa del Galatasaray, come se le trasferte all’Europeo rilassassero la squadra, angosciata in campionato (è 12ª) per avere l’obbligo morale di mostrare l’iniziativa del gioco e di guidare quando si allontana dalla Turchia . Tornato a casa, deve affrontare una grande sfida. Simile al Barça, che stava ripristinando il suo prestigio.

ARCHIVIO DELLA PARTE

Barca: Ter Stegen (6); Dest (6), Araujo (5), Eric (6), Alba (5); Nico (4), F. de Jong (5), Pedri (6); Adama (6), Ferran (4), Menfi (5).

Tecnico: Xavi Hernández (5).

I cambiamenti: Piqué (6) por Araujo (m. 46); Busquets (6) di Nico (m. 46); Dembélé (5) di Ferran (m. 46); Aubameyang (4) per Menfi (m. 60); L. de Jong (sc) di Adama (m. 80).

Galatasaray: Iñaki Peña (9); Boey (6), Nelsson (7), Marcao (6), Van Aanholt (5); Antalya (5), Kutlu (6); Babel (4), Feghouli (7), Akturkoglu (8); Maometto (4).

Tecnico: Torrente Domenec (7).

I cambiamenti: Gomis (6) di Mohamed (m. 68); Kilinç (5) di Babel (m. 68); Cicaldau (sc) di Feghouli (m. 78); Yilmaz (sc) per Aktürkoglu (morto 92).

Obiettivi: Non c’era nessuno.

Arbitro: Benoit Bastien (6), francese.

Carte: Kutlu (m. 30), Menfi (m. 35), Antalyali (m. 76), Alba (m. 88).

Stadio: Nuovo campo.

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